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Challenge: descrivi la scena

Sul gruppo del circolo, ho ideato questa piccola challenge: mettere la scena di un film e descriverla.

Le regole erano:

1) guardare la scena

2) descrivere la scena come se fosse un racconto.

3) postate nei commenti il vostro testo, consiglio di non farlo troppo lungo.

4)LE DESCRIZIONI VERRANNO POSTATE SUL BLOG! Diteci se volete essere citati o meno e il nick che volete usare (e magari il link a blog\account vari)

Potete essere fedeli, cambiare un po’ il dialogo, raccontarla da un punto di vista strano, in prima, seconda o terza persona, scegliere solo una parte…

Ho scelto una scena stra famosa per la prima volta, qualcosa che spero sia abbastanza semplice, contiene una scena d’azione, una romantica e un mini dialogo, scegliete se descriverla tutta o meno!

Non ci sono limiti di tempo, è un giochino che riproporremo anche in chiavi un po’ diverse!

La scelta è ricaduta su questa scena:

e questi sono i risultati dei partecipanti 🙂

Maria Zuozo di Words

Durante una piovosa notte d’estate, una ragazza dai capelli rossi come il fuoco camminava affannata, desiderosa di tornare a casa dopo una giornata di lavoro. L’affanno, dopo solo pochi passi, si intensificò però a causa dello spavento causato da un branco di uomini, intenti a darle la caccia pur di avere qualcosa da lei. Soldi? Baci? Carezze? Sesso? Qualsiasi cosa pur di rendere quella serata piú divertente.
Quello che il branco di lupi affamati però non sapeva è che di lí a poco un ragno sarebbe arrivato con le sue ragnatele a intrappolarli.
L’amato spider man di quartiere, nonostante una città piena da salvare, corse da Mary Jane. Con i suoi agili movimenti e le fedeli ragnatele il pericolo era scampato e la ragazza era salva.
“Wow, tu sei fantastico” disse la rossa rivolgendosi all’uomo col costume, appeso a una ragnatela, con il viso coperto dalla maschera rivolto verso il basso.
“Non è ciò che pensano in molti” ribatté, in quel caso, il ragazzo che si nascondeva sotto l’eroe.
Mary Jane non rispose, ma in quella calda notte d’estate, si avvicinò al ragazzo, abbassò lentamente la maschera da Uomo Ragno fino al naso, affinché potesse sentire il suo sospiro sul suo mento. Senza pensarci due volte lo baciò, un bacio umido, ma piacevole. Un bacio che Mary Jane aveva dato ad uno sconosciuto, ma che quel ragazzo attendeva da una vita. Un bacio che Peter Parker sognava fin dalle scuole medie e che ora era arrivato, molto piú bello di qualsiasi sogno avesse mai popolato le sue notti.


Galena de L’isola di Skye

Stava tornando a casa, ma voltato l’angolo si era accorta che la inseguivano, erano in quattro, avevano dei coltelli e decisamente pochissime intenzioni onorevoli. Aumentò il passo, pioveva a dirotto e non aveva l’ombrello. La stavano seguendo, volevano certamente rapinarla, o peggio; aumentò il passo, si mise a correre. La seguirono, il cuore le schizzò in gola e stupidamente voltò in un vicolo chiuso. Era spacciata, si mise ad urlare, ma nessuno le venne in soccorso. La spinsero dietro un cassonetto, la schernirono. – Aiuto!- Nessuno la udì, la pioggia era fortissima e si ritrovò zuppa. I quattro le erano addosso, già pregustavano i suoi soldi e lei. Fece un respiro profondo riempì i polmoni d’aria per urlare più che poteva… uno di loro volò in aria come un peluches. Anche altri due fecero la stessa fine, ma lei non capiva cosa… chi. Mary Jane era incredula, cercò di vedere oltre le gocce di pioggia e il buio del vicolo. Lui era lì, si avvicinò lentamente, le mani le tremavano per lo spavento. Lui sollevò l’ultimo dei suoi aggressori sopra la testa, pronto a lanciarlo dentro l’immondizia come il rifiuto che era, quando la vide. C’era qualcosa in Spiderman che, non il suo profilo le ricordava qualcosa… Doveva essere lo shock della rapina, perchè credette di vederne il viso scoperto, ma era impossibile. – Aspetta!- quando si era accorto che lo stava guardando era fuggito nello spazio tra due edifici. – hai un dono per metterti nei pasticci, eh?- Si voltò di scatto, lui era davvero lì, appeso a testa in giù. Spiderman. Il suo cuore batteva all’impazzata, le ginocchia le tremavano per l’emozione. Sorrise. – Tu hai un talento nel salvarmi la vita. – scherzò. – penso tu sia un super stalker.- La maschera ovattava la sua voce, ma intravide nelle sue pieghe un sorriso. – Ero nei paraggi. – – Sei fantastico!- si lasciò sfuggire. – Non tutti la pesano come te. E’ bello avere una fan.- Scherzava, ma lei sentiva lo stomaco attorcigliarsi e le mani tremarle per la sua vicinanza. Il suo più grande desiderio era lì davanti a lei. – Lasciati ringraziare…- mormorò e con cautela allungò le mani verso il suo viso. Non voleva spaventarlo, ma le era impossibile trattenersi. Abbassò la maschera e sospirò, quello era il suo profilo, la sua mascella, il suo mento. Si avvicinò e appoggiò le labbra a quelle dell’eroe. Lui le aveva salvato la vita, voleva lasciargli qualcosa che non avrebbe mai più dimenticato.


Belial de La corte

La pioggia battente attenuava qualunque rumore, comprese le sue urla. Nessuno l’avrebbe aiutata in quel vicolo abbandonato da dio, nessuno sarebbe venuto a salvarla. I versi dei loro aggressori erano osceni, così come le loro smorfie. Sentì le loro mani toccarla e provò a difendersi: uno schiaffo, un calcio, la stessa borsa si trasformò in un’arma, ma qualcuno l’avvinghiò alle spalle, immobilizzandola. Nei suoi occhi si scatenò il terrore quando uno degli aggressori fece scattare un coltello a serramanico. Non si sarebbe arresa, avrebbe lottato anche se sapeva che sarebbe stato inutile. Uno dei maniaci urlò, poi il secondo e anche il terzo. L’acqua le impediva di avere una cognizione chiara degli eventi, ma qualcuno la stava aiutando. Si girò e vide i tre aguzzini a terra, legati, mentre venivano trascinati lontano dall’uomo che l’aveva salvata. In qualche modo si liberarono e il suo eroe personale si lanciò a terra pronto a combattere. Con agilità, li mise fuori combattimento in poco tempo e tornò la calma. Sollevata tentò di avvicinarsi al suo salvatore per vederlo finalmente in faccia, ma scappò prima che lei potesse anche solo ringraziarlo.
«Aspetta!» gli disse inseguendolo nel vicolo in cui si era nascosto, ma era sparito. Si voltò cercandolo in quella notte buia, quando sentì qualcuno calarsi alle sue spalle.
«Hai un dono per finire nei guai, vero?»
Si girò di scatto e vide la rossa maschera del ragno osservarla a testa in giù. Istintivamente gli sorrise, grata che stesse passando da quelle parti. Rise sollevata.
«E tu hai un dono per venire a salvarmi! Sei il mio supereroe personale?»
«Ero nei paraggi…»
Mary Jane sospirò.
«Tu sei… fantastico» il cuore le batteva all’impazzata. Sentiva i residui della paura svanire, sostituiti da una leggera eccitazione che sentiva principalmente sul volto.
«Non tutti la pensano così…»
«Ma lo sei.»
Si avvicinò e con gesti lenti gli abbassò la maschera quel tanto a rivelare le labbra. Sentì il cuore battere all’impazzata, lo adorava, lo trovava irresistibile. Il suo fantastico Spider Man personale. Lo baciò e lo sentì ricambiare. Avesse potuto, lo avrebe seguito in capo al mondo.

4 pensieri riguardo “Challenge: descrivi la scena

      1. Allora, se sei sul gruppo e riesci, recupera il post (non è andato molto sotto…), altrimenti puoi o scrivere sul tuo blog linkando questa pagina (più che altro così poi posso ritrovare facilmente) o scrivere nei commenti… insomma, mi basta che in qualche modo io ne venga a conoscenza. Dopo copierò sotto anche la tua versione con il tuo nick e il link al tuo blog, come per le altre 🙂

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